Nittalopie

La notte e la fotografia. Queste immagini nascono dall’incontro di due fascinazioni. La prima ad innescarsi è stata quella per la notte, nata e cresciuta sulla panchina di una piazza deserta della provincia del Sud Italia, durante le ore infinite passate a raccontarci le certezze dell’adolescenza mentre le ombre si allungavano sui marciapiedi liberi dai passi. Nel silenzio le parole vestivano suoni nuovi, il tempo tirava il fiato nella sua corsa infaticabile e si sedeva accanto a noi, promettendoci un futuro senza fine.


A questa antica sintonia la fotografia ha aggiunto la seduzione del gioco delle ombre e delle luci che smaltano i colori, scolpiscono nuovi volumi, ridefiniscono le proporzioni tracciando uno spazio in cui la realtà rimane riconoscibile eppure diventa irriducibilmente diversa da quella che si mostra sotto la luce del sole. Intatta è rimasta la predilezione per le notti che sembrano durare un solo istante, dilatato dal tramonto all’alba; quelle in cui un paio di minuti più o meno quanto serve all’obiettivo per orientarsi nel buio – regala un’immagine che potrebbe durare ore, spezzando l’inossidabile catena del “qui ed ora” della fotografia.

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