A. Kertész – Martinique – 1972

Titolo: Martinique
Autore: André Kertész (1894 – 1985)
Data dello Scatto: 1/1/1972
Categoria: Reportage
Dimensioni: 5/4
Collocazione/Proprietà: Ministero della Cultura Francese
Riferimenti: AAVV,  PhotoBox, Contrasto, Roma, 2016

Pare che per funzionare bene un’immagine debba essere come la pianta di un ring, dove le linee, le luci, le ombre siano altrettante tracce dei movimenti di due pugili che si affrontano. Fuor di metafora, un’immagine – e quindi anche una fotografia – funziona meglio quando è la testimonianza di un contrasto. A fare un censimento di queste scazzottate si finisce per scoprire che spesso i pugili sono gli stessi, a testimonianza che le foto, come la vita, nascono dall’eterno confronto di pochi elementi essenziali: la quiete contro il moto; la gioia contro la tristezza, la luce contro il buio, il passato contro il futuro e così procedendo fino a elencare tutte le antinomie che combinandosi  generano il flusso dell’esistenza.

Questo scatto dell’ultima fase creativa di André Kertész è la fotocronaca di un incontro di boxe tra rigore e fantasia, con lui che picchia duro fin dal suono della prima campanella. Evidente, infatti, l’impianto geometrico della foto divisa in tre grandi comparti secondo regole di composizione facilmente leggibili: la sezione a sinistra, formata dal vetro di separazione – probabilmente tra gli appartamenti di un albergo – asseconda all’incirca la regola dei terzi; il comparto in basso, delimitato dall’orizzonte del mare, non arriva al terzo dell’altezza complessiva dell’immagine ma lascia all’ultima parte uno spazio essenzialmente quadrato. L’esprit de geometrie domina quindi la scena e confina gli elementi più liberi all’interno delle varie sezioni: le nuvole spesse in alto, le onde del mare in basso, visibili anche tra le stecche della balaustra, la sagoma umana, in controluce, sfocata nella zigrinatura del cristallo. Ce ne sarebbe abbastanza per una foto accademica, con uno dei contendenti ormai già pronto alla conta dell’arbitro. Se non fosse per un particolare che rimette in gioco l’incontro. Un dito della mano dell’uomo che spunta sulla ringhiera e invade per un centimetro il riquadro disegnato dal mare. È l’inizio della rivincita. L’irregolarità. lo scarto esce dall’angolo, inietta dinamicità nella scena e rimette in discussione un combattimento infinito, da ora pronto per il prossimo round.

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